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Kings Canion

Kings Canion

La statale del deserto

Sto guardando fuori dal finestrino del bus AAT 132, sulla statale che porta ad Alice Spring dove domattina prenderò il volo per rientrare a Sydney.
Colleghiamo l’australia e la Nuova Zelanda, recita il loro slogan, e non c’è niente di più vero. La sveglia alle 3.30 di mattina, il primo bus alle 4.05, 3 ore e mezza nel deserto, lo spettacolo del canion e di nuovo sono sul bus, alle 16.50, con ancora un’ora e mezza di niente davanti. Il paesaggio è lo stesso per tutta l’area attraversata ma, attenzione, non è noioso. Ricorda un po’ le Pampas Argentine per estensione e le campagne brasiliane per i colori della terra rossa che contrastano con il giallo verde della vegetazione e l’intenso blu del cielo. Speri sempre che salti fuori un canguro o qualche animale, anche un coniglio, basta che si muova e guardi stranoito il pullman.

cavallo on the road

La fortuna ha voluto che alle 5 di mattina l’autista abbia inchiodato pesantemente, svegliando tutti, perché dal nulla, nel buio, due Dingo si sono palesati in mezzo alla strada. Un paio d’ore più tardi un cavallo al galoppo ha attraversato la strada regalando un sorriso a tutti.

C’è anche da dire che gli autisti/guida/camerieri di questi bus sono veramente bravi, anche da soli fanno tutto in ogni uscita, dal guidare al raccontare al microfono storia, programmi della giornata e curiosità, al servire tartine e bollicine mentre si guardano alba o tramonto.
Tornando al canion, è un’esperienza tanto emozionante quanto faticosa. Vengono dati più volte, al momento della prenotazione, sul bus, prima di partire per la camminata, tantissime informazioni, obblighi e restrizioni per la sicurezza, essendo nel mezzo del nulla con temperature fino a 41° e pendii scoscesi.
Scarpe comode per camminare o adatte alla montagna, vero. Ci sono gradini, salite, rocce e sabbia. Tantissime occasioni per stornassi caviglie o affaticare troppo muscoli e menischi.
Salvo poi aver visto una ragazza che partiva al nostro rientro con le infradito. Io ridevo, non penso sia durata più di 8 minuti.
Acqua, 3 litri a testa, vero. Fa caldo, anche se sono pesanti e ognuno ha i suoi ritmi e le sue necessità di reidratazione. Io ne ho bevuto un litro e mezzo perché mi sono messo a fare una corsa nel Garden of Eden, ma questo è un vezzo mio. Un persona qualunque può tranquillamente cavarsela con un litro, sono 3 ore e poco più di camminata per 6 km di distanza, ma fa caldo. Meglio non rischiare ed averla con sé in abbondanza, anche se non auguro a nessuno di trovarsi al terzo litro dopo 2 ore e dover bere brodo caldo per sopravvivere.
Flora varia, 600 specie, e uno spettacolo unico nel Giardino dell’Eden, con il fiume che scorre e le piante rigogliose in contrasto con tutto il resto del canion.
Fauna non pervenuta, forse per il caldo, ma non penso che a parte qualche animaletto nato lì per caso o per sfurtuna, ci siano grossi animali che fanno di quel posto casa.

Cammini cammini, in mezzo a rocce, piante e cespugli vari, dietro ogni angolo o roccia si staglia un nuovo spettacolo, sempre di un bellissimo rosso mattone, fino ad arrivare al camion vero e proprio, un taglio netto nella montagna largo 200/300 metri, ricco di vegetazione sul fondo.

Garden of Eden – Kings Canion

Il tratto iniziale è da agonia, 500 scalini che ti portano in quota, poi ancora un paio di richiami durante le 3 ore, ma per lo più discese o piano, affrontabilissimo.
Le guide hanno spesso fretta, calcano molto bene i tempi e non danno molto spazio ai ritardi, ma anche a camminare piano, fermarsi, fotografare e recuperare non si tarda di più di 10 minuti.

Colazione al ranch

È possibile anche sorvolare l’area in elicottero, sicuro un’esperienza molto interessante che qui non ho voluto provare, ma vale la pena secondo me partire dal ranch dove si fa colazione, e che colazione: uova, bacon, fagioli, pomodoro, salsiccia e pan tostato… la colazione dei cowboy!, per fare un giro mentre gli addetti ai lavori con le jeep, i quad e le moto radunano le bestie e alzano polveroni, uno spettacolo molto caratteristico.

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